CICLO DI CONFERENZE AD INGRESSO LIBERO

L’astrologia è arte antica. La coltivavano i Caldei, gli Egizi, gli Ebrei e poi i Greci e i Romani.
Ogni civiltà, con tecniche e approcci diversi, ha lasciato tracce della convinzione che gli astri fossero capaci di determinare la vita degli uomini.
In ogni civiltà rimase però irrisolto un problema di fondo: l’apparente inconciliabilità fra astrologia e libero arbitrio.
Questa scienza fu spesso considerata una tecnica quasi esclusivamente volta alla determinazione di specifici avvenimenti futuri, evidenziando quindi il contrasto fra la predestinazione, il “destino” a cui non si sfugge, e la libertà di iniziativa e di scelta individuale.
La Scienza Arcaica, di cui l’astrologia era una protagonista, veniva fedelmente custodita nei templi degli antichi misteri. All’esterno le rappresentazioni simboliche, volutamente criptiche, ottenevano come risultato una volgarizzazione degli scopi primari. Tutto si riduceva a vedere nelle stelle il destino di ciascuno scritto con caratteri misteriosi.
Con l’avvento del Cristianesimo si pose in primo piano il ruolo attivo della persona nella conquista della grazia e della salvezza e il dilemma sul libero arbitrio si ripresentò in tutta la sua forza.
L’Astrologia fatalista d’altronde, come lucidamente illustra Sant’Agostino nelle Confessioni, aveva un effetto paralizzante per l’evoluzione dell’individuo che, attribuendo agli astri ogni suo dono e difetto, rinunciava a combattere le proprie tendenze naturali, limitandosi sterilmente a maledire la propria sfortunata stella.
Si ebbe così un rifiuto dell’astrologia come veniva presentata nei primi secoli del cristianesimo nascente. Abbandonata dall’attenzione degli studiosi, la pratica astrologica si ridusse nel mondo cristiano ad una serie di superstizioni che ben poco avevano delle necessarie cognizioni di carattere astronomico, ben poco avevano delle necessarie cognizioni teologiche e molto poco erano attinenti alla sfera del sacro, propria di questa scienza.
Si ammetteva un’astrologia naturale lecita, distinguendola in modo netto dalle pratiche divinatorie.
Diversamente nel mondo arabo l’astrologia ebbe notevole sviluppo e considerazione. La mentalità matematica dei saggi di quelle remote regioni trovava soddisfazione nell’applicazione e nello studio di questa disciplina.
Solo verso il X secolo, con le invasioni arabe, l’astrologia si diffuse nuovamente anche in Europa, riproponendo l’attenzione verso il moto dei corpi celesti e riappropriandosi progressivamente del suo antico splendore.
Ma il dilemma fra destino e libero arbitrio rimarrà irrisolto.
La posizione che generalmente viene recepita dalla lettura dei testi arabi è quella di un’astrologia estremamente fatalista per la quale l’astrologo è il “giudice” (astrologia giudiziaria) cioè colui che legge il giudizio inappellabile delle stelle. Dall’altro lato invece, accanto ai libri astronomici, spesso considerati come parte integrante della disciplina astrologica e generalmente attribuiti agli stessi grandi autori, si diffondono una serie di testi magici e di grimori che trattano di immagini, sigilli planetari relativi alle pratiche più disparate, dalla medicina, alla magia naturale fino a quella necromantica.
A mettere ordine e a chiarire entrambe le questioni relative all’integrazione fra scienza e teologia dell’epoca è Alberto Magno, il santo scienziato, che dopo aver risolto in numerose opere il problema dell’influenza degli astri sull’uomo in modo dottrinalmente ineccepibile, nello Speculum Astronomiae, a lui generalmente attribuito, passa in rassegna tutti i testi astronomici dell’epoca e li divide in esecrabili o conformi alla genuina dottrina cristiana, evidenziandone gli errori teologici e le debolezze, come pure lodandone i punti di forza quando meritevoli.
La scienza astrologica riprende vigore e diventa materia di insegnamento nelle università nascenti, è patrimonio di papi e dotti, ma anche di necromanti e dannate alme, in una società come quella medioevale intrisa di fede, ma nello stesso tempo dominata dalla superstizione e dalla magia dove diviene comune trovare astrologi al soldo, non solo di re e nobili, ma anche dei governi comunali.
In questo panorama l’inconciliabilità fra fatalismo e libero arbitrio continua ad essere testimone, come in tutti i tempi, dell’ignoranza della Divina Scienza, fedelmente custodita e tramandata in segreto da pochi.
Pochi sono infatti coloro che sono in possesso della chiave per dirimere questo dilemma, e questi sono i veri custodi della Divina Scienza.

CONFERENZE

L’ASTROLOGIA EGIZIANA E

I MISTERI DELLA RINASCITA 

Mercoledì 28  Novembre 2018 – ore 21.00

I RE MAGI E LA 

STELLA DEL MESSIA

Mercoledì 5 Dicembre 2018 – ore 21.00

TRADIZIONE ERMETICA E

RIVOLUZIONE ASTRONOMICA

Mercoledì 12 Dicembre 2018 – ore 21.00